Questa settimana la casa discografica EMI si è lasciata scappare (?) due dichiarazioni che riguardano strettamente Apple, ma senza fare la felicità di Cupertino. La prima risale a tre giorni fa, quando Alain Levy, CEO di EMI, ha dichiarato con serenità che “Apple si è finalmente decisa a differenziare i prezzi degli album acquistati su iTunes, deve solo decidere quando iniziare a farlo”. Questo, sempre secondo il discografico, consentirà di promuovere i giovani con prezzi più bassi, recuperando profitto dai prezzi più alti imposti ai prodotti delle star più note. Non siamo certo noi a dire se la prospettiva sia nobile o meno, ma siamo certi che se la notizia fosse vera EMI si è già presa una bella strigliata da Cupertino.
Apple, infatti, ha sempre dichiarato fermamente che avrebbe difeso il prezzo fisso dei brani, interpretandolo come una buona occasione per promuovere i download legali. Se proprio un’inversione di rotta ci sarà, di certo avrebbero gradito comunicarla a modo loro. Ma per questa settimana le indiscrezioni di EMI non si fermano qui, oggi un altro episodio ha assunto note piuttosto ridicole…
Certamente qualcosa sta bollendo in pentola, e trattandosi di DRM stiamo parlando di una pentola a pressione. Ma di chiaro c’è ancora ben poco. Forse EMI ha la bocca troppo larga?
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