
Un rapporto delle società Instor ed Electrorack parla un progetto su misura in fase di realizzazione per un data center in Carolina del Nord e che include aspetti tecnici del tutto nuovi e specialmente disegnati dal cliente stesso. Anche se il nome di nessuna compagnia è stato fatto, è facile immaginare che il data center del quale stiamo parlando è quello che Apple sta facendo costruire a Maiden, in Carolina del Nord.
In particolare, nel rapporto rivelato da Data Center Knowledge, si parla di recinti, installazioni per i flussi d’aria, montaggio dell’hardware e gestione dei cavi del tutto unici. L’intero progetto è stato fornito dal cliente e rappresenta una sfida per i costruttori, dato che si tratta di una realizzazione senza precedenti.
“Questo data center ha realmente cambiato il campo in termini di dimensioni, efficienza ed ingegneria. Siamo entusiasti di avere l’opportunità di mettere in gioco la nostra esperienza per renderlo una realtà”, ha detto Todd Schneider, Senior Product Manager presso Electrorack, apparentemente fiero di lavorare per un tale cliente.
Attualmente le grandi compagnie hanno tendenza a fornire alle ditte costruttrici tutte le specifiche del progetto, piuttosto che affidarsi a soluzioni prefabbricate. La collaborazione fra ditta costruttrice e commendatario fa si che i data center su misura siano più funzionali ed economicamente interessanti, spiega Scott Shew, vice-presidente del reparto vendite e marketing di Electrorack. Ne sanno qualcosa Microsoft, con il suo data center modulare, o Google, con i suoi centri di dati super-raffreddati e super-sicuri.
[Via Data Center Knowledge | Foto Flickr]

La foto che vedete qui in alto ritrae l’imballaggio che Apple ha utilizzato per spedire una piccola AirPort Card per notebook ad un Apple Store inglese. La confezione è enorme per la piccola antenna che vedete ritratta vicino all’imballo: magari una confezione più piccola avrebbe contribuito anche ad attutire maggiormente gli urti.
A dispetto delle politiche verdi per la minimizzazione degli imballaggi e conseguente riduzione delle immissioni inquinanti da parte dei mezzi di trasporto, pare che i processi interni di Apple, quelli non visibili direttamente alla clientela, non siano altrettanto “green” come invece lasciano intendere.
La speranza è che l’azienda possa adeguare presto i propri processi affinché anche quelli di comunicazione con i rivenditori rispettino sempre più l’ambiente.
[Via CrAppleStore]

Apple è in causa contro Sanho, il fabbricante dei prodotti HyperMac. Di questa disputa legale si sapeva relativamente poco, a parte che l’oggetto della contesa era l’uso che Sanho fa dei connettori MagSafe.
Ricordiamo che gli accessori HyperMac sono batterie esterne che si collegano ai connettori MagSafe dei MacBook e che permettono estendere l’autonomia dei laptop. Esistono anche versioni HyperMac di pack di batterie per iPod, iPad e iPhone.
Beninteso Apple non permette che si possano immettere sul mercato prodotti che facciano uso del suo procedimento esclusivo per i connettori MagSafe. Però questo caso è ambiguo, perché Sanho non propone volgari copie dei MagSafe, bensì prodotti basati su pezzi ufficiali fabbricati da Apple e in seguito riciclati.
Continua a leggere: Apple difende la proprietà intellettuale dei connettori MagSafe contro Sanho

La società Mobee Technology presenterà oggi, al salone IFA di Berlino, il suo nuovo prodotto: il Magic Charger. Si tratta di un caricatore per Magic Mouse a induzione: il mouse di Apple si carica solamente appoggiandolo sulla basetta.
Ricaricare il Magic Mouse richiede doverlo aprire ad ogni volta per inserire nuove pile. Con Magic Charger invece, una volte sostituite le pile del mouse con il pack di batterie, basta solo poggiare il Magic Mouse sulla basetta per ricaricarlo. Non sarà più necessario sostituire le batterie fino a che non siano esauriti i 500 cicli di carica che sopportano; una soluzione verde per il nostro Magic Mouse.
La basetta si collega al computer via cavo USB. Le batterie fornite hanno un’autonomia di 6 giorni, mentre raggiungere la carica completa costa 6 ore.
Dopo il salto, vi proponiamo un video dimostrativo di Magic Charger…
Continua a leggere: Magic Charger: una caricatore a induzione per Magic Mouse (Aggiornato)

Da poco, Trascend ha commercializzato lo StoreJet 25D2-W, un disco rigido mirato al pubblico Apple. Si tratta di una variante dei dischi rigidi della famiglia StoreJet prodotti dalla casa taiwanese, specialmente concepita per essere usata sotto Mac OS X.
Come tutti i prodotti compatibili con Mac, StoreJet 25D2-W è d’un bianco brillante. Con 500 GB di capacità, lo StoreJet 25D2-W dispone di 8 MB di memoria cache e include un sistema di sospensione anti-urto che preserva l’hard disk da vibrazioni e da cadute accidentali. Il sistema dispone inoltre di una funzione di risparmio energetico (il costruttore menziona un risparmio fino al 30%) che spegne il disco rigido dopo 10 minuti d’inattività.
Una delusione maggiore per gli utenti Apple è la mancanza di uno dei punti forti della serie StoreJet, ossia la connessione USB 3.0. Bisognerà accontentarsi di una connessione USB 2.0 per questo hard disk.
StoreJet 25D2-W è compatibile con Time Machine, anche se Transcend include la sua propria applicazione di backup: StoreJet Elite, la quale offre un sistema di criptazione dei dati da 256-bits AES. L’hard disk esterno StoreJet 25D2-W è commercializzato al prezzo di 101 €.
[Via macgeneration]

Il nuovo iPhone 4 porta con sé anche alcune preoccupazioni sociali, relative alle politiche delle multinazionali nei paesi del terzo mondo. Steve Jobs ha risposto a una mail inviata da un utente preoccupato, assicurando che Apple richiede ai propri fornitori di usare pochi (sic) materiali provenienti da aree in conflitto. È lodevole la preoccupazione morale del direttore generale, sopratutto in un ambito dove spesso le multinazionali si fanno pochi scrupoli nello sfruttare la mano d’opera e le risorse dei paesi in via di sviluppo.
Ma a che cosa ci riferiamo con materiali provenienti da aree in conflitto? Prendiamo l’esempio di una delle guerre più sanguinose al mondo, quella che da decenni ormai si consuma nella Repubblica Democratica del Congo e che ha mietuto milioni di vittime dagli anni ‘90.
Sicuramente le cause della guerra in Congo sono molteplici, ma sembra che dietro al conflitto etnico si nasconda la volontà di controllo delle risorse minerarie, tra cui il coltan. Il coltan, altrimenti noto come columbo-tantalite, è un minerale essenziale alla moderna industria high-tech, entra nella costruzione dei telefoni cellulari, lettori mp3 e computer. Gli interessi legati a tale minerale sono altissimi e sono in molti ormai a denunciare come le multinazionali entrino nel conflitto, alimentando di fatto la guerra civile in Congo.
Continua a leggere: Steve Jobs risponde sulla provenienza dei materiali usati da Apple (aggiornato)

Sul sito web di Apple, il nuovo Mac mini viene presentato al pubblico come “Il Mac più conveniente e a maggiore efficienza energetica di sempre”.
Proviamo a analizzare la seconda parte della frase. A differenza della prima è basata su elementi concreti ed è frutto di un percorso che Apple ha seguito con costanza negli ultimi anni, derivandone benefici d’immagine e economici, sia per sé che per gli utenti.
Il percorso è stato stimolato se non proprio accelerato dalle ripetute critiche fatte a partire dal 2006 da Greenpeace tant’è che Steve Jobs nel 2008 pubblicò un aggiornamento su quanto già raggiunto e quanto l’azienda si prefissava. I risultati sono evidenti e riconosciuti a più riprese anche da Greenpeace stessa.
In questi anni Apple si è mossa su numerosi fronti.
Continua a leggere: Il Mac mini, Apple e la riduzione del consumo energetico
Non sempre ci sono buone notizie da parte di GreenPeace, per quanto riguarda Apple. Questa volta l’organizzazione ambientalista se l’è presa - e anche con una certa severità - con alcune scelte fatte da Cupertino nel progettare e produrre il nuovo iPad.
Augurando senza dubbio un grande successo di vendite al nuovo dispositivo, GreenPeace ha accusato Apple di non essere abbastanza responsabile nel mettere in vendita un apparecchio che cambierà per sempre le sorti del cloud computing.
“iPad è il quintessenziale dispositivo per il cloud computing. Che sia chiaro: non ce l’abbiamo con Apple, non stiamo parlando male di iPad. Ma forse qualcuno potrebbe creare un’app per calcolare l’impronta di carbonio che si genera usando tanti differenti siti web, basandosi sulla location dei server e sull’energia, di volta in volta, richiesta”.
Somiglia moltissimo a un classico “piove governo ladro” (con la variante: “si inquina, iPad zozzone”), ma un fondamento di verità si riesce a intravedere anche nelle parole dei comunicati stampa più battaglieri di GreenPeace, non escluso questo.

Con iPad, il formato dei tablet si impone agli utenti. In un prossimo futuro è ragionevole aspettarsi che leggere le notizie su un dispositivo mobile sia molto comune, tanto più che risulterebbe molto più ecosostenibile rispetto alla carta stampata.
Il tablet -e l’iPad in particolare- è un supporto più ecologico e generalmente più economico rispetto al quotidiano venduto in edicola, ma sopratutto offre una piattaforma molto più flessibile e adatta ai contenuti dinamici delle notizie. Le case editrici si stanno adattando al nuovo supporto, ripensando le forma stessa di presentare le notizie e… di venderle.
Infatti, se l’utente del Web è abbastanza abituato a pagare un certo numero di servizi, l’utente “mobile” non ha ancora assimilato questa cultura. Si trovano molte riviste online, blog e quotidiani che offrono contenuti gratuiti. Tutto questo sembra destinato a cambiare radicalmente. Chris Anderson, capo redattore di Wired, ha affermato a riguardo che “iPad ha la capacità di azzerare il mercato”.
Continua a leggere: La rivoluzione dell'editoria passa attraverso l'iPad

Dopo il brevetto sul tracciamento del viso, Apple ne propone altri tre che potrebbero portare interessanti caratteriste tra le mani dei futuri, e perchè no, attuali possessori di iPod ed iPhone.
Il primo riguarda l’utilizzo di un dispositivo portatile per controllare da remoto una “postazione controllata” (ad esempio un personal computer, si legge nell’abstract). In realtà non si tratta di una vera e propria novità, visto che esistono già diverse applicazioni che rendono possibile quanto descritto in questo brevetto. Questa caratteristica potrebbe però essere supportata direttamente dall’azienda di Cupertino.
Il secondo riguarda la possibilità di memorizzare metadati sui contenuti multimediali eseguiti, in modo da registrare le abitudini degli utenti. In questo modo sarebbe possibile ad esempio evidenziare graficamente le canzoni preferite, o evitare di mostrare quelle che vengono saltate dopo pochi secondi di esecuzione, o ancora, far partire il playback da un determinato punto, se l’utente ha più volte saltato l’inizio del brano.
Infine, Apple propone un metodo per prolungare la durata della batteria quando in un dispositivo portatile sia possibile riprodurre video. Verrebbe quindi determinato, in base alle impostazioni di video output e decodifica necessarie al playback, se la carica della batteria è in grado di riprodurre il filmato selezionato. In caso contrario verrebbe proposto un pop-up tramite il quale sarebbe possibile scegliere se cambiare le impostazioni video, cominciare comunque la riproduzione o infine, annullare il playback.