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I product manager di Apple rispondono su Final Cut Pro X

pubblicato da Michele Filannino in: Varie Prodotti Software Idee


I product manager di Apple hanno risposto alle copiose lamentele degli editori professionisti circa il nuovo Final Cut Pro X. La notizia giunge direttamente da David Pogue del New York Times. I manager hanno affermato, tra le altre cose, che sebbene l’editing multicamera non ci sia, ripristinarlo con un update è una delle cose “ad altissima priorità”. Una soluzione di ripiego potrebbe essere quella di utilizzare l’opzione Sincronizza Clip e il tasto V per cambiare la visualizzazione in basso.

I manager hanno insistito che è possibile condividere progetti e contenuti tramite il menu File ed organizzare media usando il sistema di keyword, trascinando una clip in una determinata cartella automaticamente vengono applicati i giusti tag. Si potrebbe anche utilizzare l’opzione “Copia i file nella cartella Eventi di Final Cut” nel pannello Import. Circa l’assenza di un comando Reconnect Media quando offline, i manager si difendono sostenendo che il programa usa identificatori di clip per riconnettere automaticamente i dispositivi quando diventano nuovamente disponibili, anche quando i file sono stati spostati o i drive rinominati.

Un altro serio problema è l’impossibilità di assegnare tracce audio. Apple ha promesso di ripristinare la funzionalità e nel mentre ha suggerito di utilizzare Automatic Duck Pro Export 5 per creare e gestire tracce nel caso di esportazioni a Pro Tools; il software di terze parti consente anche l’esportazione AAF e OMF. Il supporto EDL è stato definitivamente abbandonato e l’esportazione su nastro è possibile solo attraverso apposite apparecchiature.

Il supporto a monitor esterni richiede un Mac Pro con una scheda video dotata di connettore TV. Apple dichiara che i produttori di schede video presto offriranno a listino i driver Pro X; al momento AJA, pur in beta, potrebbe essere una soluzione. Apple sta collaborando con Black Magic per il rilascio di nuovi driver.

Insomma Apple è cascata malissimo su questa nuova versione di Final Cut Pro X e forse gli utenti pro hanno colto la palla al balzo per fare sentire la loro voce. Da tempo Apple sembra essersi completamente dimenticata di loro, proprio gli utenti che in tempi difficili hanno tenuto in vita l’azienda. Pessima figura.

[Via MacNN]

Apple rilascia Final Cut Pro X

pubblicato da Michele Filannino in: Prodotti Software Tech Aggiornamenti Software

Final Cut Pro X

Apple ha annunciato oggi Final Cut Pro X, una rivoluzionaria nuova versione del software di video editing professionale più famoso al mondo, che reinventa completamente l’editing video grazie a funzioni come Magnetic Timeline, che permette di montare su canvas flessibili e senza tracce; Content Auto-Analysis, l’analisi automatica dei contenuti, che esamina e suddivide i contenuti durante l’importazione in base a tipo di inquadratura, materiale girato e numero di persone riprese; il rendering in background, che permette di lavorare più velocemente senza interruzioni.

“Final Cut Pro X è il più grande passo avanti nell’editing video professionale dal lancio del primo Final Cut Pro”, ha dichiarato Phil Schiller, Senior Vice President Worldwide Product Marketing di Apple. “Lo abbiamo mostrato a molti dei migliori montatori professionisti al mondo e sono rimasti sbalorditi”.

“Sono letteralmente senza parole per quello che Apple è riuscita a fare con Final Cut Pro”, ha affermato Angus Wall, montatore di film vincitori di Oscar. “Final Cut Pro X è incredibilmente moderno e veloce, ma la cosa più importante è che ti permette di concentrarti sulla storia che stai raccontando nel modo più creativo possibile, perché si occupa lui di tutti i dettagli tecnici”.

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Utenti Mac e utenti PC: le differenze in un'infografica

pubblicato da Claudia in: Varie Prodotti

mac vs pc

I ricercatori di Hunch hanno creato un’infografica destinata a scatenare qualche polemica. Basandosi sui dati raccolti su 700.000 visitatori del proprio sito, Hunch ha cercato di riportare su illustrazione le differenze tra utenti Mac e utenti PC.

Il tutto si realizza in un’analisi demografica e pseudo-psicologica degli utenti, a seconda della piattaforma scelta, prendendo in considerazione anche gusti alimentari, l’utilizzo di media e le scelte di moda. Il succo è che gli utenti PC sono dei geek e gli utenti Mac sono degli hipster pretenziosi, come nel peggior luogo comune? Beh, quasi. Gli utenti Mac sono più istruiti, mangiano più hummus, preferiscono l’arte moderna rispetto all’Impressionismo e via dicendo.

Per l’infografica completa, date un occhio dopo il salto.

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L'andamento delle vendite dei prodotti Apple

pubblicato da xtom in: Prodotti Storia

L'andamento delle vendite dei prodotti Apple

L’ultima trimestrale di Apple ha fatto molto discutere. Gli eccezionali risultati fatti registrare da Cupertino in termini di fatturato non rendono bene l’idea dell’andamento delle vendite dei prodotti della Mela. MacStories ha realizzato una serie di grafici che illustrano questi risultati, mettendoli in relazione con quelli registrati nei precedenti trimestri.

Per cominciare il grafico a torta qui sopra mostra chiaramente come la metà del fatturato Apple derivi dalle vendite dell’iPhone, mentre tutti i prodotti della gamma Mac rappresentano solo il 20% del fatturato, incalzati dall’iPad che ha già raggiunto il 12% del fatturato totale della Apple.

Il grafico che mostra i quattro trimestri di commercializzazione dell’iPad mette in evidenza come l’attesa per la seconda generazione del tablet abbia frenato un po’ le vendite, ma bisogna tener presente che il Q1 è relativo al periodo prenatalizio dove le vendite si impennano. Lo stesso andamento lo hanno fatto registrare anche le vendite di iPod che però sono in calo rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente.

L’unico prodotto Apple che sembra essere immune dal periodo dell’anno è l’iPhone, che ha registrato un nuovo record di vendite con 18.7 milioni di esemplari venduti, grazie anche al lancio negli Stati Uniti della versione CDMA compatibile con le reti Verizon.

L'andamento delle vendite dei prodotti AppleL'andamento delle vendite dei prodotti AppleL'andamento delle vendite dei prodotti AppleL'andamento delle vendite dei prodotti Apple
[via macstories]

iPod touch: un terzo dei dispositivi iOS venduti

pubblicato da Michele Filannino in: Prodotti Idee iPod touch


Apple non ha mai rilasciato cifre relative ai singoli modelli di iPod durante le conferenze di presentazione dei risultati fiscali, rendendo difficile determinare ad esempio quanti iPod touch abbia venduto sin dalla fine del 2007 (data di introduzione nel mercato). Il numero è stato comunque rivelato nel documento di accusa che l’azienda di Cupertino ha depositato ai danni di Samsung. Secondo quel documento, Apple avrebbe venduto più di 60 milioni di iPod touch in 3 anni e mezzo.

Per interpretare i dati correttamente è opportuno disporre di alcuni riferimenti. Partendo dai dati annunciati durante il primo trimestre fiscale del 2008 (il primo trimestre utile) e considerando una stima di vendita di 10 milioni per tutti gli iPod venduti nell’attuale trimestre fiscale, Apple avrebbe venduto un totale di circa 188 milioni di unità a partire da settembre 2007.

Riconsiderando i 60 milioni citati nel documento di marzo 2011 e considerando le previsioni di Asymco secondo le quali Apple venderà altri 5 milioni di iPod touch durante il secondo trimestre fiscale del 2011, emerge che gli iPod touch sarebbero quasi la metà dell’intera linea iPod (nano, classic e touch).

iPod touch non solo si distingue nella sua linea di prodotto, ma anche in quella più ampia dei dispositivi iOS. Sempre secondo il documento depositato ai danni di Samsung, sarebbero stati venduti circa 108 milioni di iPhone e 19 milioni di iPad. Con i 60 milioni dell’iPod touch, esso rappresenterebbe circa un terzo di tutti i dispositivi iOS. Apple avrebbe venduto circa lo stesso numero di dispositivi iOS (187 millioni) e di iPod (188 milioni) negli ultimi 3 anni e mezzo.

[Via ArsTechnica]

Nell'App Store compare il misterioso dispositivo ix.Mac.MarketingName

pubblicato da xtom in: Prodotti OS X App Store iOS


In diverse applicazioni presenti nell’App Store è comparsa per alcuni minuti una dicitura che indicava la compatibilità dell’app con un misterioso dispositivo chiamato ix.Mac.MarketingName.

La scritta è comparsa in modo casuale su alcune applicazioni universali, ovvero compatibili sia con iPhone, sia con iPad, come ad esempio il client SSH Prompt, mentre tale fenomeno non è stato riscontrato sulle applicazioni dedicate espressamente ad uno dei due dispositivi.

Su cosa possa essere questo misterioso dispositivo circolano fontamentalmente tre ipotesi :

  1. un nuovo dispositivo dotato di sistema operativo iOS con touchscreen da 5 o 6 pollici
  2. la nuova Apple TV che finalmente sarebbe in grado di scaricare le applicazioni dall’App Store
  3. un’applicazione per OS X che permetta di utilizzare le applicazioni sviluppate per iOS anche sul Mac

Probabilmente Apple ha in serbo qualche sorpresa da presentare il 6 giugno al WWDC.

[via appleinsider]

I prossimi dispositivi Apple saranno assemblati in Brasile?

pubblicato da Michele Filannino in: Prodotti Hardware Anticipazioni Apple


Le strategie di espansione di Foxconn passano per il Brasile. Attualmente con sedi in Taiwan e Cina, Foxconn sta valutando una partnership con il paese sudamericano del valore di ben $12 miliardi della durata di cinque o sei anni, secondo la presidente brasiliana Dilma Rousseff. “Abbiamo aperto una trattativa con loro [Foxconn] che va avanti da circa 3 mesi” ha aggiunto il ministro di scienza e tecnologia brasiliano Aloizio Mercadente.

“Le negoziazioni sono lungi dall’essere ultimate ma sono fiducioso” ha continuato Mercadente. Molti aspetti dell’accordo sono ancora oggetto di trattativa, inclusi: tasse, finanziamenti, siti, logistica e infrastruttura di comunicazione. Il governo brasiliano si dice voglia concedere esenzioni dalle tasse ad aziende intenzionate a commercializzare dispositivi in stile tablet.

Sebbene Rousseff parli genericamente di aziende legate alla produzione di dispositivi elettronici, soltanto i fornitori iPad sembrano interessati all’espansione. E infatti Mercadente dichiara che Foxconn sta pensando di avviare la produzione di iPad in Brasile a partire da novembre.

A prescindere dalle tasse, gli altri motivi per espandersi in Brasile potrebbero essere il basso costo della mano d’opera e la possibilità di avvicinare Apple, che in questo periodo usa sempre più manodopera asiatica garantendo commesse molto lucrative.

[Via Electronista]

Apple smette di utilizzare minerali che finanziano la guerra in Africa

pubblicato da Michele Filannino in: Varie Prodotti Anticipazioni Apple Tech


Il prossimo anno, alle aziende di elettronica statunitensi verrà richiesto per legge di tracciare e rendere pubblico l’eventuale utilizzo di minerali provenienti da paesi martoriati da conflitti militari. In particolare il provvedimento riguarda materiali come oro, tungsteno e tantalio utilizzati dai gruppi armati per finanziare la guerra nell’Africa centrale. Anziché aspettare di essere aggrediti dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani, Apple ed altre aziende coinvolte nel programma Conflict-Free Smelter hanno scelto di evitare imbarazzi e abbandonare l’uso di questi minerali fin da subito, optando per altre fonti. Inutile dire che la decisione tra causando diversi disagi.

Il fabbisogno di minerali è in aumento come non mai prima d’ora. La sola richiesta di rame in Cina sale del 7% ogni anno e le previsioni confermano il trend fino al 2014. Il Congo, paese martoriato dai conflitti interni, già fornisce il 5% dell’intero fabbisogno di stagno e più del 14% di tantalio, elemento abbondantemente utilizzato nella produzione di dispositivi high-tech. Come parti in causa del programma Conflict-Free Smelter, gli importatori di minerali devono dimostrare tramite accertamenti ad opera di terzi che i loro materiali non finanziano i conflitti in Congo.

Ora i minatori di quelle regioni cominciano a fare a gara per assicurarsi nuovi e meno scrupolosi acquirenti che secondo Bloomberg sarebbero già in fila in Asia. Allo stesso tempo, i commercianti stanno premendo affinché passi il Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act che ha lo scopo di tracciare i minerali utilizzati nella manifattura di prodotti fin dalle loro origini (prima che arrivino già confezionati in USA). Se questo ultimo atto, tanto voluto, non dovesse andare in porto potremmo assistere ad un epocale cambiamento nel mondo high-tech con una penalizzazione enorme per il mercato americano a tutto vantaggio di quello asiatico.

Jonathan Ive, il ritratto del designer Apple sul Daily Mail

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Prodotti

jonathan ive melablog

Quanto vogliamo bene a Jonathan Ive? Tanto. Oggi Jonathan, malgrado i dubbi e i pettegolezzi (le voci sul suo ritorno in UK) è una carica importante - Senior Vice President of Industrial Design di Apple - e la casa di Cupertino deve moltissimo del suo successo anche alle sue intuizioni sul fronte del design industriale, per esempio quelle che portarono al primo iMac nel 1998.

Di lì in poi Apple si dimostrò capace di realizzare prodotti non solo ben fatti, semplici, anni avanti la concorrenza, ma anche e soprattutto sexy. E se gli oggetti diventano sexy, il merito è di chi li disegna, di chi li concepisce, di chi in un lampo riesce a materializzare un’idea.

Quel qualcuno in casa Apple è Jonathan Ive: sul DailyMail del 20 marzo scorso è uscito un ritratto su di lui molto ben scritto - nel caso ve lo siate perso, lo trovate qui - dopo il salto vediamo i punti salienti del pezzo firmato da Rob Waugh.

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Apple e il data center in North Carolina

pubblicato da Michele Filannino in: Prodotti Online Idee Tech


Basandosi sul contenuto di una discussione avvenuta con l’esecutivo di Apple, Toni Sacconaghi di Bernstein Research crede che il data center di Apple in North Carolina dovrebbe finalmente diventare operativo durante la primavera. Originariamente si prevedeva che divenisse tale verso la fine del 2010, ma tale data fu poi spostata a causa di ragioni ufficialmente sconosciute. Sebbene ora sia emersa l’indicazione della primavera, nessun aggiornamento ufficiale è seguito a quello di proroga.

Secondo Sacconaghi il data center insolitamente grande, in termini di potenza di calcolo, servirà ad Apple per trasformala da azienda di hardware in azienda di servizi avanzati. Alcuni dei servizi previsti includono download più veloci e intensi, fruizione di contenuti video in streaming, pubblicità in tempo reale e mercato digitale di libri esattamente come oggi avviene già per applicazioni e musica. Non è escluso l’interesse di Cupertino nell’entrare da protagonista nel mercato di Netflix.

Altri suggerimenti includono streaming economico di musica, ad esempio $5 al mese, o il tanto atteso servizio di sincronizzazione e storage cloud utilizzando una versione migliorata (perché no, riscritta) di MobileMe. Utilizzando le società acquisite recentemente, Siri e PlaceBase, Apple potrebbe anche offrire una versione iOS equivalente a Google Maps Navigation di Android.

Una delle cause che sicuramente hanno concorso a posticipare l’impiego del nuovo data center è sicuramente il licenziamento la morte del direttore di progetto, Olivier Sanche, a novembre. Di qualsiasi cosa si tratti, personalmente non vedo l’ora. Io faccio il tifo per MobileMe gratuito a tutti gli utenti Mac e che funzioni davvero. Voi per cosa tifate? Ditelo nei commenti.

[Via MacNN]