
E’ Steve Jobs stesso che spiega il problema che incontrano gli utenti. Cercare i media, convertirli, metterli nella libreria e procedere alla sincronizzazione via cavo ad ogni cambiamento è qualcosa che ha funzionato negli ultimi 10 anni ma “tenere tutto sincronizzato ci ha fatto diventare pazzi”. Ma la buona novella è che con iCloud tutto cambierà. Di nuovo.
Il digital hub, che una volta era il Mac, ora viene traghettato sulle nuvole e ogni dispositivo iOS vi avrà accesso. Ogni modifica effettuata sulla libreria dell’utente, infatti, viene istantaneamente replicata online:
Alcuni credono che il Cloud sia semplicemente un hard disk in cielo. Noi crediamo che sia molto di più.
Il cloud di Cupertino non si preoccuperà soltanto di conservare per noi i nostri contenuti, ma li invierà anche in modalità push a tutti i nostri gingilli iOS, e per questa ragione sarà strettamente integrato nelle app di sistema. Tutto è studiato per funzionare automaticamente e produrre meno fastidio possibile per l’utente. La battuta, con riferimento ai noti problemi che hanno afflitto Mobile Me, la fa Jobs in persona:
Perché dovremmo fidarci di voi, se siete quelli che ci hanno dato anche Mobile Me?
Continua a leggere: Ecco le funzionalità dall'attesissimo iCloud

Proprio sul palco del Moscone Center di San Francisco su cui si sta tenendo in questo momento il WWDC 2011, Craig Federighi sta presentando le 10 novità più succose di Mac OS X Lion, la prossima versione del Sistema Operativo per il resto di noi. Delle prime tre è stato dato un assaggio con un demo ad hoc: parliamo di Gesture Multi touch, applicazioni in full screen e Mission Control.
Diciamo subito che è l’intero sistema è incredibilmente snello e fluido, e ogni comando viene impartito senza alcun tentennamento sul MacBook Pro in uso. In buona sostanza, Apple ha fatto tesoro dell’esperienza iPhone e ora propone molte di quelle intuizioni sul Mac.
Spariscono le barre di scorrimento, il che conferisce all’OS un aspetto pulito e ordinato, e tutti i gesture -Swipe a 2-5 dita, pinch to zoom etc- sono ora pienamente supportati da tutte le applicazioni di sistema: è persino possibile effettuare uno zoom automatico col classico doppio tap, purché a due dita. Sempre con due dita è possibile tornare indietro di una pagina in Safari e visualizzarle un po’ come un libro. Per passare alla dashboard o effettuare uno switch di app in full screen è sufficiente invece muoverne tre.
Tutte le app di sistema supportano questa la modalità a schermo intero, e possono essere gestite attraverso semplice gesti standard; ma a prescindere dalla modalità di lavoro scelta, tutte compaiono all’interno di Mission Control, definita non a caso la “migliore feature di Lion”. Passare da PhotoBooth (che ora, grazie al “Targeted facial enhancements” riesce a seguire dinamicamente gli occhi degli utenti) a Safari è questione di un attimo, e anche la creazione degli spazi è questione di pochi tap , col pieno supporto al Drag&Drop di finestre e applicazioni intere. Si tratta certamente di un modo ingegnoso e flessibile di di guardare a colpo d’occhio cosa sta avvenendo nell’OS.
![]()
Ora che il WWDC 2011 si avvicina, le indiscrezioni iniziano ad assumere contorni più netti e meno fumosi. E così, mentre qualcuno mostra in anteprima l’icona metallizzata del venturo iCloud, il Los Angeles Times lancia lo scoop sui costi del servizio: gratuito per il periodo iniziale e poi 25 dollari l’anno.
Con gli accordi con le Major chiusi nel cassetto, Cupertino sta per gettarsi nella mischia del Cloud Computing. Si tratta di condizioni eccezionalmente favorevoli alle etichette e:
Gli accordi finalizzati questa settimana fanno sì che Apple condivida il 70% di tutte le entrate derivanti dai servizi musicali di iCloud con le etichette; il 12% viene girato ai detentori dei diritti mentre ad Apple resterà il 18%, hanno affermato persone a conoscenza dei termini del compromesso.
Non è chiaro ancora se iCloud includerà ulteriori servizi non collegati alla musica, ma la buona notizia è che sembra saranno previsti forti sconti e incentivi per studenti ed insegnati, oltre che per chi acquista un nuovo Mac o altri prodotti con la mela. Qualcosa, per intenderci, tipo “compri un Mac, ricevi un iPod touch e due anni di iCloud completamente gratuito” dopodiché la spesa annuale dovrebbe attestarsi sui 25$ l’anno, il che -per gli standard della mela- è oggettivamente molto concorrenziale.
Nessun mistero invece sull’icona del nuovo servizio, rappresentata da una nuvoletta stilizzata su uno sfondo di metallo graffiato. La foto, che vedete qui sopra, fa parte di un set carpito direttamente dal Moscone Center di San Francisco dove proprio in queste ore fervono i preparativi per il WWDC, un evento che si preannuncia ricco di succose novità.

La qualità del suono degli iPod, iPad o iPhone è fortemente limitata dal DAC del dispositivo (il convertitore digitale-analogico). Sicuramente Apple offre un hardware di migliore qualità rispetto alla concorrenza, però i DAC dei vari prodotti della mela possono ancora costituire un inconveniente per i melomani.
High Resolution Technologies ha recentemente introdotto un nuovo prodotto chiamato iStreamer che incorpora un DAC di alta qualità per i dispositivi iOS. L’iStreamer è stato presentato al pubblico nel corso del salone MacWorld 2011.
iStreamer è un’interfaccia audio ad alte prestazioni, pensata per collegare iPad, iPhone o iPod a un sistema hi-fi e godere così di musica ad alta qualità. iStreamer si connette al dispositivo Apple via USB da un lato e, dall’altro, all’amplificatore con un cavo RCA. iStreamer supporta sample da 16-bit a 48k. Purtroppo le limitazioni dell’hardware di Apple non consente di raggiungere qualità di 24-bit/96k; in ogni modo, anche così, il suono ha una qualità da CD.
iStreamer viene venduto a 200$ (circa 147€), un prezzo comunque relativamente basso rispetto ad altri DAC high-end sul mercato.
[Via ipodNN]

Anche se MacWorld iniziò come un salone per sviluppatori Mac, ora la fiera accoglie ogni sorta di prodotto o accessorio relazionato al mondo Apple. Così, il MWSF’11 sembra incentrata sui dispositivi iOS più che sui computer Mac, con un forte accento per il dispositivo dell’anno, l’iPad.
MacNN si è fermata in molti stand dedicati all’iPad, commentando la profusione di di custodie e accessori portati a MacWorld dalle varie compagnie. Assieme a loro, facciamo un panoramica degli accessori proposti, fra i quali le custodie per iPad con chiusura a strappo la fa da padrone.
ModulR propone un sistema modulare che permette piazzare una cinta scorrevole in diversi punti della custodia per iPad. In questo modo si può scegliere se usarla come semplice scocca protettrice o come borsa da spalla o con una cinta corta per fissarla alla mano.
La società Rain ha presentato diversi suoi nuovi prodotti, tra i quali iRest. iRest è stato disegnato come supporto per iPad sia sulle ginocchia che sulla scrivania. iRest è costruito in parte in alluminio, con piedi di gomma sovradimensionati.
Il case di Zaggmate è più impressionante ed integra una tastiera Bluetooth e un dock che piazza l’iPad nella posizione di uno schermo di notebook. Quando è chiusa, la tastiera si adatta al profilo del’iPad, costituendo un’ulteriore protezione per lo schermo LCD. La custodia di Zagg costa 100$ (circa 73€), ma è molto ben rifinita con alluminio e resistente.

Dopo aver parlato dei consigli di Dave Hamilton per rendere più fluida e scattante l’esecuzione dei programmi sotto Mac OS X, vediamo oggi la seconda parte della conferenza tenutasi al MWSF 2011, nella quale lo stesso Hamilton condivide gli strumenti che lui usa per recuperare dati quando l’hard disk ha subito un danno.
Prima di correre ai ripari, Hamilton avverte che è meglio prevenire i danni, eseguendo regolarmente la manutenzione del disco rigido. Per evitare le noie dovute all’usura o comunque per correggere i piccoli difetti che si vanno generando col tempo, un attento controllo dello stato di salute dell’hard disk è sufficiente per notare e correggere i problemi appena si propongono, senza dover arrivare alla perdita dei dati. In pratica tutti gli hard disk moderni possono fornire al sistema informazioni sul proprio stato di salute grazie all’uso della tecnologia S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis, and Reporting Technology). Con adeguati strumenti, verificare la salute del proprio disco duro è un gioco da ragazzi. In ogni modo,
Utility Disco di Mac OS X è uno strumento che permette di controllare lo stato dell’hard disk. Le azioni “Verifica permessi disco” e “Ripara permessi disco” devono essere effettuate con una certa regolarità. Oltre a Utility Disco, Hamilton consiglia di usare un programma come Disk Warrior, che permette di ricostruire le cartelle danneggiate o frammentate. Notare bene che Disk Warrior ricostituisce le cartelle, non le ripara: la differenza è sottile, ma importante. Disk Warrior è disponibile presso Alsoft a 95,99$ (69,61€).
Continua a leggere: MWSF ‘11: i consigli di Dave Hamilton per la manutenzione dell'hard disk
Dave Hamilton di The MacObserver ha dato una conferenza al Macworld 2011 sulle piccole attenzioni per avere un Mac rapido e scattante: “Running Your Mac Lean, Clean, and Mean”. Si tratta di una serie di consigli dati a uno che se ne intende: presidente del The MacObserver da 9 anni e da 3 anni Hamilton trasmette il podcast Mac Geek Gab sui trucchi e consigli da applicare alla piattaforma Mac OS X.
La conferenza è divisa in due parti. Nella prima parte, Dave Hamilton ha parlato di come alleggerire il proprio Mac, dal boot alla velocizzazione del Finder. La seconda parte, che magari farà l’oggetto di un altro post, si concentra piuttosto su come recuperarsi da disastri che colpiscono l’hard disk.
Iniziando dall’avvio della macchina, vi sono spesso degli script che girano e appesantiscono l’esecuzione dei programmi ed occupano memoria inutilmente. In Preferenze di Sistema > Account, nella sezione Elementi di Login ci sono le applicazioni che vengono lanciate all’avvio del Mac. L’idea è di rimuovere tutte quelle inutili; se si è in dubbio è meglio cercare su Google l’uso dell’applicazione che si vuole rimuovere.
Continua a leggere: MWSF '11: i consigli di Dave Hamilton per mantenere un Mac snello e veloce

Macworld 2011, il salone di software e prodotti per Mac, inizia domani al Moscone Center West Hall di San Francisco. Sono attese più di 25 mila partecipanti. Il programma prevede conferenze e dimostrazioni, oltre che a una gran quantità di espositori.
L’annuncio di Paul Kent, vice presidente e direttore generale di Macworld 2011, è entusiasta come di dovere:
Basandoci sull’enorme successo di Macworld 2010, abbiamo creato Macworld 2011, che sicuramente divertirà, insegnerà ed ecciterà tutti i partecipanti. Sarà un’opportunità unica per scoprire i nuovi prodotti relativi ad Apple, direttamente esposti dai produttori e per partecipare a sessioni di laboratorio per apprendere ad usare le nuove tecnologie relazionete con il mondo Mac.
Fino a qualche anno fa, Macworld era uno degli eventi maggiori dell’agenda Apple. Dal 2010, il Macworld di San Francisco si fa senza la presenza di Apple, il che ha dato senza dubbi un serio colpo allo smalto dell’evento. Malgrado ciò, gli organizzatori sono ottimisti e sperano superare i 21 mila visitatori dell’anno scorso.