
Apple ha ufficialmente rimosso il supporto nativo a MySQL nel suo nuovo sistema operativo Lion Server, rimpiazzandolo con PostgreSQL. In realtà le novità non si fermano qui, gli sviluppatori stanno scoprendo diversi tagli a strumenti che Snow Leopard Server invece supportava. Questo pare stia causando costernazione tra i professionisti che amministrano server sebbene restino comunque diverse possibilità per continuare ad utilizzare le tecnologie non più supportate.
Nonostante quello di MySQL sia stato un taglio inaspettato, va detto che non lascia gli utenti abbandonati a se stessi. I file di MySQL possono essere reinstallati (prendendoli direttamente da Snow Leopard Server) se necessario e l’eventuale upgrade al nuovo sistema lascerà intatta l’installazione del software e soprattutto delle basi di dati già presenti sulle macchine.
Gli utenti potranno anche avere la possibilità di aggiornare MySQL alla versione corrente che non è supportata da Snow Leopard Server e presenta diverse migliorie. Un’altra opzione (qualora applicabile) è quella di migrare i database esistenti verso la tecnologia ora supportata, PostgreSQL, che offre migliori garanzie in termini di sicurezza e supporto.
Continua a leggere: Apple rimuove il supporto a MySQL in Lion Server. Perchè?
Si chiama LLVM ed è un’infrastruttura di nuova generazione per la compilazione dei programmi. Insieme al compilatore Clang sta facendo sensibili passi in avanti e avrà un ruolo sempre più importante nel futuro di Apple.
Qualcuno ha definito LLVM e Clang la “punta di diamante” di Snow Leopard perché è con Mac OS X 10.6 che questi due progetti sono diventati un po’ più noti anche presso gli addetti.
Entrambi i software sono rilasciati con licenze open source di tipo BSD, e ambiscono a sostituire il compilatore gcc offrendo al contempo svariati vantaggi. Quali? Ad esempio un debugging migliore del codice, eseguibili più ottimizzati ma anche la generazione di codice intermedio (bytecode).

Non è una novità che Apple sia interessata a ottimizzare il suo software e sfruttare al meglio le caratteristiche del suo hardware.
Continua a leggere: LLVM, Clang e l'investimento sul futuro di Apple
Secondo quanto riporta ZDNet: nella scorsa settimana sarebbero stati individuate due nuove “minacce” per il system di Apple.
La prima è l’ultima evoluzione di una vecchia conoscenza dei nostri lettori: RSPlug, qui in versione OSX.RSPlug.D.
Come i suoi predecessori, questa release D reindirizza il traffico verso un server DNS pirata, esponendo la navigazione ad un continuo phishing. Buona parte del codice è rimasto invariato, così come invariata è l’incapacità del virus di auto-replicarsi e di diffondersi autonomamente: è sempre richiesto un pesante intervento dell’utente perché possano essere creati danni.
In questo caso, OSX.RSPlug.D è stato trovato mascherato da codec video in un sito pornografico: per essere installato necessita di varie conferme da parte dell’utente, compreso l’inserimento di una password di amministratore.
Ancora meno efficace è OSX.TrojanKit.Malez/OSX.Lamzev.A (il nome cambia a seconda della società che l’ha individuato): è infatti necessario che l’hacker che voglia installare ed utilizzare il trojan abbia già precedentemente preso “possesso” del sistema.
Come vedete, dunque, la storia è sempre la stessa: l’effettiva pericolosità di tali malware è talmente bassa da rendere eccessiva la stessa definizione. Il punto importante, semmai, è rilevare l’interesse crescente per la piattaforma OS X da parte della comunità di “cracker”: la buona notizia, tuttavia, è che OS X sembra stare reggendo piuttosto bene agli attacchi, non avendo (ancora?) dimostrato vulnerabilità di effettivo rilievo.

Apprendiamo dai cugini di oss|blog l’imminente arrivo di una versione nativa per Mac OS di IEs4Linux, strumento per l’installazione e l’uso del browser di Redmond.
Già ora, gli utenti più smaliziati possono utilizzare IEs4Linux 2.99.0 sui Mac Intel con 10.4 o 10.5 installato, ma presto (prestissimo, secondo gli sviluppatori) arriveranno ben 2 versioni dedicate alla nostra architettura: una più tecnica, dedicata a chi ci sa fare con il terminale, l’altra in tipico stile Mac con GUI dedicata, semplice installazione ed utilizzo.
Alcuni si chiederanno, a questo punto, perchè mai si dovrebbe voler installare IE su Mac: beh, un motivo è la necessità di molti sviluppatori web di verificare rapidamente la compatibilità delle proprie creazioni con il mondo delle finestre, senza passare da Parallels (o VMWare) o peggio riavviare con Boot Camp.
IEs4Mac sarà gratuito, OpenSource e compatible anche con Internet Explorer 7.
Appena sarà disponibile vi proporremo un’ampia prova su strada.
Stay tuned!

Andrea, fondatore dell’AMUG Siena, ci segnala la release definitiva del primo tool sviluppato tra le mura dell’attivissimo user group toscano: Prometheus.
Prometheus nasce come tool di configurazione del firewall di sistema di Mac OS X, ereditato dal sistema FreeBSD. E’ scritto in Perl e con qualche adattamento può essere trasportato anche sugli stessi sistemi FreeBSD.
Prometheus è uno script, che viene eseguito tramite GUI o Terminale e configura gli script e i file necessari al funzionamento del firewall.
E’ versatile e consente agli utenti meno esperti di eseguire una configurazione passo-passo e ai power-user di impostare manualmente una lista di regole, verificandone la correttezza sintattica.
E’ un progetto davvero interessante, che vale la pena di supportare. Prometheus, il cui installer pesa 13 Mb, è un software gratuito e si può scaricare a partire da qui.
MacFUSE è un progetto, fortemente sostenuto da Google, il cui scopo è quello di portare su Mac OS X, FUSE (File-system in USErspace), popolare kernel extension del mondo Linux.
Volendo tralasciare i dettagli più tecnici, ciò che rende davvero interessante la notizia è il fatto che, con MacFUSE, giunge su MacOS il supporto in lettura/scrittura del filesystem NTFS, popolarissimo nel mondo Windows e il cui supporto nativo di Mac OS X è limitato alla sola lettura.
Come scrivono quelli di Google Code sulla pagine di presentazione: “…oltre a rendere disponibili su Mac OS X tutti gli attuali filesystem FUSE, MacFUSE apre un nuovo ventaglio di opportunità per gli sviluppatori Mac…”
[Grazie a blq per la segnalazione]

Qualche giorno fa, StrongSpace, controllata da TextDrive, lancia un servizio di Backup remoto su SSH.
Il servizio offre, parliamo del pacchetto base, uno spazio di 4Gb a 8 dollari al mese, banda illimitata, il trasferimento dei file avviene utilizzanto SFTP o Rsync su ssh.
Durante la registrazione viene fornito un domino di terzo livello per semplificare la gestione degli upload, il mio, per esempio, è barcelona.strongspace.com.
Parlo di software quasi controvoglia, ma la notizia che Apple stia per rilasciare Backup 3 è degna di nota.
ThinkSecret, noto blog contenitore di anticipazioni sul mondo della mela e reduce da un processo che lo ha visto uscire con qualche ferita, rivela oggi che la casa di Cupertino sta testando la versione 3 del programma Backup.
Non ho ancora avuto modo di mettere mano a Spotlight, e con questa rivelazione perderò sicuramente un sacco di lettori, non ero quindi cosciente del fatto che i cambiamenti sul Filesystem si riflettono all’interno del suo database in tempo reale.
Per chi di voi ha esperienza con altri OS (non Windows per cortesia, è dentro la categoria solo per sbaglio) saprà che per avere un sistema Real Time, gli scogli da superare non sono pochi.
Amit Singh, di kerneltread.com, ha un interessante articolo sulla perla di Tiger, ne spiega il funzionamento e i componenti principali.
Penso che la notizia sia recente, sembra che nessuno ne abbia mai parlato prima di due giorni fa, Apple rilascia My Mac Cheat Sheet, un foglio PDF da riempire con tutte le password e gli account che abbiamo memorizzato sul nostro Mac.
Il foglio ci tornerà utile nel momento in cui il nostro computer ci chiederà password o account, di solito memorizzati, di cui non abbiamo più memoria.
Di solito commento la notizia che pubblico, questa preferisco evitare… ai posteri…
Per gli amministratori di sistemi unix invece, penso che l’ssh key management torna molto utile.